ABITARE LA VITA SENZA VIOLENZA- 25 novembre 2009 Giornata mondiale contro la violenza alle donne

LA PROVINCIA DI TRIESTE In collaborazione con Liceo scientifico Galileo Galilei,Istituto magistrale Giosuè Carducci,Centro antiviolenza di Trieste, SETTIMA ONDA, Casa internazionale delle donne,Casa dei teatri,Associazione culturale Accademia Amiata Mutamenti,Associazione Rete DPI – Nodo di Trieste,Azienda servizi sanitari n. 1 triestina, in occasione del 25 NOVEMBRE,GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, Organizza una srie di eventi e manifestazione per Abitare la vita senza violenza

Programma 

21 novembre ore 9
A CURA DI SETTIMA ONDA, GOAP, UDI-LA MIMOSA, GATTANERA;

Aula Magna del liceo scientifico Galileo Galilei, via Mameli, 4

  • Seminario rivolto a studentesse, studenti e insegnanti:
  • Presentazione della ricerca “Esperienze e percezione della violenza nei ragazzi e nelle ragazze del Friuli Venezia Giulia” a cura di Daniela Paci e Lucia Beltramini, ricercatrici presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste
  • Proiezione e commento di parti del documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo
  • Discussione e approfondimenti

 

 

21 novembre ore 17
Spazio Villas, via de Pastrovich, 5 (Parco di San Giovanni)

Incontro pubblico: “Dalle molestie assillanti all’omicidio: il percorso giuridico e psicologico delle vittime di stalking e di mobbing”

Proiezione del film “Racconti da Stoccolma” di Anders Nilsson

Interventi di Natalina Folla, costituzionalista; Roberta Nunin, giuslavorista

A cura della Commissione pari opportunità e del Comitato pari opportunità della Provincia di Trieste

 

24 novembre ore 17
A CURA DI SETTIMA ONDA, GOAP, UDI- LA MIMOSA, GATTANERA;

Spazio Villas, via de Pastrovich, 5  (Parco di  San Giovanni)

Le donne interrogano le istituzioni sulle misure di contrasto alla violenza contro le donne

L’iniziativa è rivolta a: Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Università di Trieste, Il Piccolo, Primorski Dnevnik, Azienda Sevizi Sanitari, Ospedali Riuniti di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo; Questura, Carabinieri, Tribunale di Trieste.

 

23 e 24 novembre 

“Sai riconoscere Barbablù?”

Laboratori teatrali nelle scuole di secondo grado condotti dall’Associazione culturale Accademia Amiata Mutamenti

 

25 novembre ore 8.30

“Sai riconoscere Barbablù?”

Conferenza-spettacolo rivolta a studenti, studentesse e insegnanti delle scuole di secondo grado,  realizzata dall’Associazione culturale Accademia Amiata Mutamenti.

 

25 novembre ore 20.00

Teatrino del Parco di San Giovanni, via Weiss, n. 13

Spettacolo “La camera di sangue” tratto dal libro di Angela Carter, una riscrittura contemporanea della fiaba di Barbablù

 

25 novembre dalle ore 9.30 alle ore 20.00

 “Abito la città”

performance artistica contro la violenza realizzata in alcuni spazi pubblici del territorio provinciale: una sfilata d’abiti speciali per ricordare in maniera lieve che le donne continuano a guardare avanti…

Tappe dell’itinerario

ore   9.30 – Muggia, piazza Marconi

ore 10.30 –  San Dorligo della Valle, piazza di Bagnoli della Rosandra

ore 11.30 – Trieste, Mercato coperto, via Carducci

ore 12.30 – Trieste, Piazza Venezia

ore 15.30 – Trieste, Viale XX settembre, in prossimità della fontana di Largo Bonifacio

ore 16.30 – Trieste, Opicina, via Doberdò 20/3 davanti la sede della Circoscrizione

ore 18.00 – Duino Aurisina, piazza principale di Aurisina

ore 19.30 – Trieste, Teatrino di via Weiss, 13 (Parco di San Giovanni)

a cura di Cassiopeateatro, cooperativa sociale facente parte della Casa internazionale delle donne.

 

29 novembre ore 18.00

Teatrino del Parco di San Giovanni, via Weiss, n. 13

 “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” spettacolo della compagnia “Teatro a nudo”, facente parte della Casa dei teatri di Trieste.

 

 

21 novembre ore 16

Inaugurazione mostra “Le donne viste da noi” presso l’Officina delle Rose, via Nicolò Bottacin, 4 (Parco di San Giovanni)

La mostra resterà aperta fino al 29 novembre.

Iniziativa a cura dell’Associazione Rete DPI – Donne Politica Istituzioni – Nodo di Trieste

 

17

Spazio Villas, via de Pastrovich, 5 (Parco di San Giovanni)

Incontro pubblico: “Dalle molestie assillanti all’omicidio: il percorso giuridico e psicologico delle vittime di stalking e di mobbing”

Proiezione del film “Racconti da Stoccolma” di Anders Nilsson

Interventi di Natalina Folla, costituzionalista; Roberta Nunin, giuslavorista

A cura della Commissione pari opportunità e del Comitato pari opportunità della Provincia di Trieste

 

24 novembre ore 17

Spazio Villas, via de Pastrovich, 5  (Parco di  San Giovanni)

Le donne interrogano le istituzioni sulle misure di contrasto alla violenza contro le donne

a cura della Associazione  Casa internazionale delle donne

L’iniziativa è rivolta a: Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Università di Trieste, Il Piccolo, Primorski Dnevnik, Azienda Sevizi Sanitari, Ospedali Riuniti di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo; Questura, Carabinieri, Tribunale di Trieste.

 

23 e 24 novembre 

“Sai riconoscere Barbablù?”

Laboratori teatrali nelle scuole di secondo grado condotti dall’Associazione culturale Accademia Amiata Mutamenti

 

25 novembre ore 8.30

“Sai riconoscere Barbablù?”

Conferenza-spettacolo rivolta a studenti, studentesse e insegnanti delle scuole di secondo grado,  realizzata dall’Associazione culturale Accademia Amiata Mutamenti.

 

25 novembre ore 20.00

Teatrino del Parco di San Giovanni, via Weiss, n. 13

Spettacolo “La camera di sangue” tratto dal libro di Angela Carter, una riscrittura contemporanea della fiaba di Barbablù

 

25 novembre dalle ore 9.30 alle ore 20.00

 “Abito la città”

performance artistica contro la violenza realizzata in alcuni spazi pubblici del territorio provinciale: una sfilata d’abiti speciali per ricordare in maniera lieve che le donne continuano a guardare avanti…

Tappe dell’itinerario

ore   9.30 – Muggia, piazza Marconi

ore 10.30 –  San Dorligo della Valle, piazza di Bagnoli della Rosandra

ore 11.30 – Trieste, Mercato coperto, via Carducci

ore 12.30 – Trieste, Piazza Venezia

ore 15.30 – Trieste, Viale XX settembre, in prossimità della fontana di Largo Bonifacio

ore 16.30 – Trieste, Opicina, via Doberdò 20/3 davanti la sede della Circoscrizione

ore 18.00 – Duino Aurisina, piazza principale di Aurisina

ore 19.30 – Trieste, Teatrino di via Weiss, 13 (Parco di San Giovanni)

a cura di Cassiopeateatro, cooperativa sociale facente parte della Casa internazionale delle donne.

 

29 novembre ore 18.00

Teatrino del Parco di San Giovanni, via Weiss, n. 13

 “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” spettacolo della compagnia “Teatro a nudo”, facente parte della Casa dei teatri di Trieste.

 

 

21 novembre ore 16

Inaugurazione mostra “Le donne viste da noi” presso l’Officina delle Rose, via Nicolò Bottacin, 4 (Parco di San Giovanni)

La mostra resterà aperta fino al 29 novembre.

Iniziativa a cura dell’Associazione Rete DPI – Donne Politica Istituzioni – Nodo di Trieste

 

FIRMA QUI x Sanaa, l'ultima (ma per quanti giorni?) vittima per mano maschile (clicca qui per leggere tutto, commentare e sottoscrivere)

Una ragazza di diciotto anni, Sanaa Dafani, uccisa pochi giorni fa nella nostra regione dal padre, che si opponeva alle sue scelte di vita.
Siamo piene di dolore e di collera per la vita spezzata di questa giovane donna.
La morte di Sanaa si aggiunge a quelle di donne uccise o gravemente ferite in Italia negli ultimi mesi: Cristina Messina, 34 anni, uccisa dal marito separato (Rho, 29/8); Rosalia D’Amico,  17 anni, ferita gravemente alla testa dal fidanzato che voleva lasciare (Palermo, 23/8); Marta Bergonzi, 36 anni, uccisa dal marito da cui si voleva separare, uccisi anche i due figli piccoli, Fabio e Mattia (7/8); Rossellina LoBianco, accoltellata a morte dal marito da cui stava divorziando (ViboValentia, 8/8); una donna non identificata dal giornale, accoltellata dal marito che voleva lasciare (Bari, 8/8); un’altra donna non identificata, strangolata dal convivente geloso (Roma,12/8).

Al di là delle differenze -  Sanaa è stata uccisa dal padre, un immigrato marocchino; le altre donne, e i loro bambini, da mariti o compagni, tutti italiani - colpiscono gli elementi comuni di queste tragedie: queste donne sono state uccise perché volevano scegliere le loro vite – allontanarsi dalla famiglia di origine e vivere con la persona amata, oppure chiudere una relazione, o lasciare un uomo violento, e perché pensavano, nell’Italia del 2009, che fosse possibile farlo.
Sono morte perché uomini a loro vicini non hanno sopportato la loro autonomia, la loro libertà: da questa libertà si sono sentiti diminuiti, e le hanno uccise.
Violare, maltrattare, uccidere una donna è inaccettabile.
Non ci sono scusanti di ordine culturale o religioso: nel 2007, un giudice tedesco ha ridotto la pena a un immigrato italiano, colpevole di aver sequestrato e torturato la fidanzata che voleva lasciarlo, in quanto aveva considerato che venisse da una cultura arretrata.
Né possiamo accettare le scusanti addotte quando un uomo uccide la moglie, e spesso i figli, perché lei voleva lasciarlo, spesso dopo anni di maltrattamenti: un raptus, un litigio, troppo amore, troppo dolore.

Ma non possiamo neppure accettare che l’assassinio di Sanaa venga strumentalizzato per una campagna razzista, in cui tutti gli immigrati vengono assimilati a quei pochi che delinquono: sarebbe come affermare che tutti gli uomini sono degli assassini perché alcuni uccidono le donne.
Né possiamo accettare una visione delle culture diverse dalla nostre come statiche, immutabili: in Italia il delitto d’onore è stato abrogato dal Codice penale italiano solo nel 1981.
Le culture cambiano, evolvono: quella italiana, come le altre.

Leggiamo dai giornali che la Regione FVG vuole costituirsi parte civile contro il padre assassino di Sanaa. E’ un atto forte di assunzione di responsabilità nel contrasto della violenza maschile contro le donne. Ci aspettiamo che questo atto sia accompagnato da altre misure, come il sostegno ai Centri anti-violenza. 
Per concludere, speriamo con tutto il cuore che, anche grazie al lavoro dei Centri anti-violenza e delle istituzioni – forze dell’ordine, giustizia, operatori socio-sanitari-, nessuna donna debba essere più uccisa solo perché è  una donna. Se questo tragicamente dovesse accadere, qualunque sia il colore, la cultura o la religione  dell’assassino, ci aspettiamo che la Regione sia altrettanto forte e determinata nel condannare la violenza.

Firmate a sostegno di Report e delle inchieste della Gabanelli

      
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REPORT non  deve chiudere.
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